L’acqua del rubinetto: la nostra prima alleata nella lotta contro la plastica

L’Italia è al primo posto in Europa per il consumo di acqua in bottiglia. Ogni anno, il consumo pro-capite di acqua minerale è di circa 206 litri.
Stando alle produzioni delle acque in bottiglia degli ultimi anni, nel nostro Paese vengono utilizzate tra i 7,2 e gli 8,4 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno.

Il 90-95% delle acque in bottiglia viene confezionato in plastica, ma una volta diventata un rifiuto a mala pena il 10% di questa plastica viene effettivamente riciclata, e non tornerà mai ad essere una bottiglia.
E’ ormai evidente l’impatto che la plastica ha sulla nostra terra: proprio a causa dell’inefficienza del riciclo di questo materiale, ogni anno milioni di tonnellate di bottiglie di plastica vengono disperse in mare e nell’ambiente.

In aggiunta, comprare acqua “confezionata” non è neanche conveniente: una famiglia di 3 persone spende in media circa 280 euro l’anno in bottiglie d’acqua minerale.
Gli italiani però non si fidano dell’acqua del rubinetto, e continuano a preferire l’acqua in bottiglia, considerata più sicura. In realtà i controlli sull’acqua che arriva nelle nostre case seguono severe normative, sono molto accurati e frequenti: non è dunque fondata la percezione comune che l’acqua del rubinetto sia meno salutare e meno controllata di quella in bottiglia.

La prima e la più immediata abitudine che possiamo cambiare per ridurre il nostro impatto sull’ambiente è eliminare l’acqua in plastica.
I modi per ridurne il consumo sono molteplici, ma dobbiamo ascoltare le nostre esigenze: personalmente la maggior parte delle bottiglie di plastica le acquistavo fuori casa, da 500 ml.
La soluzione più immediata è procurarsi una borraccia, da riempire con l’acqua del rubinetto. Oggi se ne trovano di tantissimi tipi: quelle in acciaio termico manterranno la vostra acqua fresca o il vostro thè caldo per tantissime ore, ma sicuramente ne avrete una in plastica dura dimenticata da qualche parte dopo l’ultimo pic-nic da bambini.

La scelta della borraccia è un’operazione semplice, con risvolti positivi enormi per l’ambiente ma soprattutto comoda,  vi assicuro che diventerà una fedele compagna a lavoro, in palestra, a scuola, in università.

Per quel che riguarda l’acqua del rubinetto, se il sapore vi sembra troppo “duro”, potete utilizzare filtri o caraffe filtranti che la renderanno più gradevole (esistono addirittura delle borracce che filtrano direttamente l’acqua dal tappo).


Se invece non riuscite a fare a meno dell’acqua minerale, prendetela in vetro con vuoto a rendere, questa pratica sta tornando in uso e non sarà difficile trovare aziende che offrono questo servizio vicino a voi.

In questo modo non solo ridurrete di molto la vostra produzione di rifiuti in plastica, ma anche il vostro portafoglio ve ne sarà grato.

Fonte: Legambiente e Altroconsumo, Dossier Acque in bottiglia- Un’anomalia tutta italiana.
Fonte immagini: https://unsplash.com/

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