Roger Federer, il più grande sportivo di tutti i tempi

“The King” Roger Federer. Immagine di Sportface.

Pensate solo a portare a casa il risultato, non pensate al gioco, al bel punto; invece di tirare a duecento all’ora il servizio, provate, invece, uno slice a uscire e andate a fare una bella volée. Volete mettere un colpo piatto, bello, armonioso? Fate dei colpi brutti, senza un senso, senza un minimo di armonia. Armonia, il rumore, la musica…

Parole di Adriano Panatta, uno dei più grandi tennisti che l’Italia abbia mai avuto il piacere di ammirare, esponente di una generazione di esteti della racchetta ormai scomparsa ma che sopravvive ad oggi nella sua forma più eccelsa, paradossalmente, grazie ad una sola persona. Ecco infatti che le sue parole sembrano accompagnare e descrivere alla perfezione quello che è Roger Federer, ma non solo: fanno capire cosa può significare per tutti avere ancora la possibilità di vedere in azione uno come lui.

Il romano Adriano Panatta, ultimo italiano a vincere un torneo del Grande Slam: il Roland Garros 1976. Immagine di Mondiali.it

Roger Federer, quindi, il tennista più grande di tutti i tempi: sei Australian Open, cinque Us Open, un Roland Garros e, ovviamente, otto tornei di Wimbledon. Ma questi sono solo freddi numeri; dietro a RF c’è di più, molto di più: bellezza, classe, armonia, appunto, e una voglia di divertirsi e divertire che lo ha fatto diventare anche il più amato al mondo. Fortunatamente ci dimostra che, nonostante il pessimismo imperante della nostra società, almeno nello sport se si donano emozioni si riceveranno emozioni.

Tanti ne ha affrontati nella sua carriera, dai primi duelli col grande Pete Sampras, forse il giocatore più simile a lui, all’infinita battaglia col suo antagonista Rafa Nadal. Nemico-amico non solo sul campo ma anche come filosofia stessa di intendere il tennis: i gusti sono gusti. Ma Federer rappresenta altro: la voglia di non lasciarsi andare alla potenza del colpo, di non seguire la moda di questo nuovo tennis così legato all’ansia da prestazione e al denaro.

Federer festeggia la conquista dell’Australian Open 2017 dopo una stupenda battaglia con Nadal. Immagine di Tennis Circus.

Un dritto potente e senz’anima, un servizio che fa il record di velocità, la goffaggine di un rovescio a due mani, cosa sono rispetto alla bellezza di un rovescio a una mano, ad un serve and volley ben eseguito, un passante impossibile che fa alzare in piedi le platee di tutto il mondo. Nulla. Roger Federer è lo sportivo più importante del mondo per questo. Ben al di là delle statistiche, qualcosa che non si può capire fino in fondo se non si osserva, azione ben diversa dal vedere. Una vera e propria filosofia di vita a cui non serve scrivere libri o trattati ma solo giocare.

RF insegna che non è importante, in fin dei conti, vincere, fare sempre un punto in più dell’avversario, ma il compito di chi fa sport a livelli così alti è anche e soprattutto quello di suscitare meraviglia e stupore. Nessun altro tennista, ma anche nessun altro sportivo, rappresenta così tanto un modus vivendi: mostrare se stessi per come si è sul campo da gioco, far riscoprire la bellezza negli altri dopo aver sfoggiato un colpo straordinario che, magari, è finito fuori o sulla rete. Ma il risultato non importa. Non è questo il punto: la chiave di tutto è pensare e mettere in atto qualcosa che gli altri nemmeno ipotizzano di saper fare.

Il campione svizzero con il trofeo di Wimbledon tra le sue mani, 2017.

Quando si parla di Federer tutti gli appassionati di sport lo immaginano su un bel prato verde inglese, con un classico completo bianco mentre delizia il pubblico dell’All England Club di Wimbledon.
Quella è casa sua, il suo giardino, e le persone sugli spalti i suoi ospiti. Ma non chiamatelo giocatore erbivoro, come si dice in gergo: si metterebbero dei paletti, delle odiose limitazioni al suo smisurato talento.

Ma più che talento, qui si parla di genio. Assoluto. Un pensatore del nostro tempo prima di essere un semplice giocatore di tennis. Trentanove anni, più di vent’anni di carriera alle spalle e nessuno ha il coraggio di immaginare il giorno in cui appenderà la racchetta al chiodo, sarebbe troppo triste, come un cordone ombelicale che si spezza. E allora godiamocelo a pieno adesso per poi poter dire: “Ho visto giocare Roger Federer e ora sono una persona migliore“.

Roger Federer è, per questo e per mille altri motivi, il più grande sportivo di tutti i tempi. Verità o semplice provocazione?

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