Elegie, divertimento e condivisione. Tutte le realtà del cruciverba

Quadratini bianchi e neri in una griglia che attrae come un magnete… Sì, mi riferisco proprio a loro, i magistrali cruciverba.

Un classico schema a parole crociate

37 verticale: temporaneo armistizio. 6 lettere. Tregua. Bene, ora 58 orizzontale: le calze da donna che stanno su da sole. Facile, autoreggenti… Noti a tutti, i cruciverba possono essere di qualunque natura o tipologia: a schema libero o senza schema, incroci obbligati o bifrontali, crittografate e poi, perché no, anche facilitate. 

Momento di svago e apprendimento. Un divertissement valido per tutte le generazioni e particolarmente istruttivo.
Cogliendo la palla al balzo, in questo momento di reclusione obbligata, potrebbe anche essere un valido suggerimento per passare qualche oretta pomeridiana.

“Thinking Inside the Box” di Adrienne Raphel,
pubblicato nel marzo 2020

Questo, però, non è un elogio tardivo al passatempo in voga da più di 100 anni, ma un insieme di considerazioni in seguito all’uscita del nuovo libro della giovane scrittrice statunitense Adrienne Raphel, Thinking Inside the Box: la storia delle parole crociate.

Il libro, al momento reperibile solo in inglese, ha visto la luce lo scorso marzo e il suo successo è testimoniato anche da un articolo uscito sul The Guardian: «Tanto ingenioso quanto divertente (proprio come quelle griglie bianche e nere). Un libro che è una lettera d’amore, non soltanto verso il durevole e costante potere delle parole crociate, ma anche agli infiniti piaceri e alle ludiche possibilità del linguaggio stesso».

Che storia!

Merita di essere raccontata la storia di questa tipologia di rompicapi, «una delle più grandi ingiustizie» per gli inglesi. Infatti l’inventore di questi schemi fu l’enigmista britannico Arthur Wynne, nato a Liverpool. Ma “l’ingiustizia” si riferisce al luogo di pubblicazione: il New York World, un quotidiano americano. Rancore e rimpianto sono, allora, più che giustificati.

Il primo cruciverba uscito sull’inserto domenicale del New York World

Nelle sue pagine, la Raphel racconta come, nell’inserto domenicale Fun del 21 dicembre 1913, ci fosse un buco e mancasse qualcosa da inserire.
Arthur decise allora di colmare quello spazio con una griglia a forma di losanga.
Il successo fu immediato e piano piano si diffuse anche nel resto del mondo. Nel 1924 uscì negli USA il primo libro di cruciverba, denominato per errore Crossword.

In Italia, la griglia bianco-nera arrivò nel 1925 e a Valentino Bompiani si deve il nome di “cruciverba”. La dicitura “Parole crociate” è, invece, un marchio registrato da La Settimana Enigmistica, nata il 23 gennaio 1932.
Rimane lei con la sua grafica tanto antiquata, le vignette umoristiche e i giochini amati dai bambini, la regina dei rompicapi italiani. E tra gli autori più famosi non si può non menzionare Piero Bartezzaghi che diede origine “Al Bartezzaghi” il cruciverba più difficile in assoluto. 

La Settimana Enigmistica nel suo schema libero nella prima pagina, struttura rimasta invariata

Insomma fatti curiosi, ritratti enigmistici celebri (talvolta meno) improvvisati (o no) sono i veri protagonisti di questo romanzo. In un capitolo simil-elegiaco, ad esempio, viene raccontata l’incredibile storia dello scrittore Vladimir Nabokov che mantenne con la moglie, ricoverata in un sanatorio, un contatto sicuramente sui generis tramite i cruciverba. Se risolte, infatti, le griglie di parole si dimostravano una prova del suo amore immutato. 

Uno dei primi numeri della Settimana Enigmistica, con l’iconica prima pagina in schema libero e fotografia di personaggio famoso dell’epoca

E avete mai pensato ai possibili legami umani che questo semplice gioco monocromatico offre?
In proposito desidero lasciarvi con due immagini: la prima riguarda l’estate e le ore passate sotto il sole, o l’ombrellone, con matita e gomma, cercando di risolvere i quesiti coinvolgendo tutta la spiaggia. Bagnini annoiati, vicini di lettino e camerieri che portano da bere, per poi esultare tutti insieme una volta terminato.
La seconda invece, più dolce (e forse è il vero motivo per cui amo tanto questo gioco): è mio nonno che torna dell’edicola con due copie uguali della stessa settimana, e al mio sguardo perplesso la sua risposta: «Una per me e una per tua nonna, così non litighiamo!»

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