Che la Forza sia con te (e con il tuo spirito)

Non tutte le religioni si affidano a testi scritti, ce n’è una che è impressa su pellicola e che sembra lontana dall’essere dimenticata.

Quando ha ideato Star Wars, George Lucas sicuramente desiderava il successo del suo prodotto – e c’è riuscito alla grande – ma forse non credeva di creare un culto con una portata così ampia come è riuscito con la saga.

Era il 1977 e i film di fantascienza erano un’idea ancora in fasce. C’erano i libri, sì, ma erano un’altra cosa, Asimov come astro nella cultura internazionale e il ciclo Urania di quella italiana.
Per i film era diverso, andando a ritroso le grandi pietre miliari che troviamo sono poche. Odissea nello Spazio del 1968 e Solaris del 1972 sono tra queste, per il resto la produzione cinematografica di allora era incentrata su altro.

La locandina di Star Wars - Una nuova speranza, 1977
La locandina di Una nuova speranza – 1977

Una nuova speranza aprì un spiraglio verso un mondo sconosciuto che avrebbe poi travolto la cultura di massa nei successivi 40 anni. È difficile individuare la ragione del successo di qualcosa, specie quando è così assoluto e imponente. Lucas ha avuto il genio (e i soldi) di piazzare un prodotto giusto al momento giusto. Se poi ci infiliamo nei panni di un ragazzino che alla fine degli anni ‘70 va al cinema capiamo perché spopolò così tanto.

Nello stesso anno in Italia andava nelle sale cinematografiche Suspiria, il film era bellissimo, ma il sangue era vernice (e si vedeva). Poi il sipario si chiude e si riapre con le spade laser e gli scontri aerei nello spazio. Non c’è paragone.

Ma un prodotto ben confezionato è niente, se gli si leva la sostanza. Guerre stellari ha un tema cardine che attraversa il tempo e tutti i 9 film della saga e che ha avuto il merito di portare al cinema decine di milioni di persone. È la lotta del bene contro il male; i jedi contro l’imperatore; la Forza contro il lato oscuro della Forza. Una narrazione antica, quasi cavalleresca, trasposta nello spazio tra le spade laser.

Il merchandising di Star Wars è varissimo. Si può trovare di tutto, dal Monopoli a una spatola da cucina a forma di Millennium Falcon.
Il merchandising di Star Wars è varissimo. Si può trovare di tutto, dal Monopoli a una spatola da cucina a forma di Millennium Falcon.

Non si può dire che George Lucas non sappia rinnovare tematiche che possono sembrare stantie. C’è riuscito talmente bene che intorno ai suoi film è esploso un mondo. Lego, giochi da tavola, action figure e oggettistica, tutti firmati Star Wars che da soli valgono 70 miliardi. Tutto grazie a un popolo di nerd ossessionati dall’epopea.

Basti pensare alle fiere di fumetti, ce ne sono a migliaia in tutto il mondo e tra i vari stand si rischia di inciampare su decine di cosplayer vestiti da Darth Vader.

Quando i fan di Guerre stellari hanno visto per la prima volta il Trono di Spade non si sono scandalizzati granché vedendo il rapporto incestuoso tra Cersei e Jaime Lannister. Anzi, con una punta di superiorità hanno ricordato come la principessa Leila e Luke Skywalker siano stati i primi fratelli a baciarsi in televisione. E continuando sul filone della modernità di certe scene quella che include Leila e Jabba the Hutt ha riscritto i costumi.

La principessa è fatta prigioniera e indossa un bikini metallico striminzito per i tempi. Siamo nel 1983 e il ’68 è passato da qualche tempo. Ma i corpi nudi sono ancora relegati ai giornalini pornografici che non sono di così facile accesso e si trovano solo nelle edicole. Ma gli ormoni sono ormoni e a quei 10 minuti di pelle nuda gli adolescenti degli anni ’80 si sono attaccati disperatamente.

Purtroppo però Star Wars incarna anche i luoghi comuni propri delle religioni. Con tanto di credenti fanatici che danno di matto se si pronuncia la frase «a me Guerre Stellari non piace». Eresia.

Ma non mancano neppure gli ortodossi duri e puri che credono che solo i primi tre episodi siano degni di essere guardati ed adorati.

Sui testi apocrifi? Ci sono anche quelli e sono gli ultimi tre episodi, girati quando ormai Lucas aveva venduto tutto alla Disney. Un duro colpo sotto la cintura quello.

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