I segreti del Mandorlo, l’albero simbolo della Rinascita

Resurrezione, speranza, amore, eternità… L’albero del Mandorlo tra fiori e frutti regala alle anime in terra sollievo, bellezza e pace

I rami del Mandorlo sono i primi a fiorire e gli ultimi a darne i frutti

Il gelo dell’inverno finisce sempre prima o poi e questo passaggio è sancito da qualcosa in particolare: il mandorlo. I suoi rami innalzati al cielo sono infatti i primi a fiorire, simbolo di rinascita e resurrezione, e gli ultimi a dare i frutti. 
Tanti sono i miti e le leggende legate a questo albero che, vestito di fiori con tonalità che vanno dal bianco al rosa, regala un senso di pace a dir poco emozionante.
Tra i suoi significati esistono anche quelli di  speranza e costanza, infatti la mitologia greca lo ha reso protagonista di una bellissima ed eterna storia d’amore

Demofonte, eroe greco in viaggio verso Troia, conobbe durante una sosta in Tracia la principessa Fillide. I due si innamorarono istantaneamente ma Demofonte dovette lasciarla per tener fede ai suoi doveri di eroe. La principessa lo aspettò per 10 anni ma quando venne a conoscenza della distruzione di Troia, non vedendolo tornare, temendo la peggiore delle ipotesi, si lasciò morire dal dolore

L’abbraccio tra Demofonte e Fillide trasformata in Mandorlo, dipinto di Edward Burne-Jones

Atena, dea di saggezza, arte e guerra impietosita da questo amore distruttivo trasformò Fillide in un mandorlo e quando Demofonte, ancora vivo, venne a conoscenza della metamorfosi si recò immediatamente nel luogo. 
Giunto di fronte all’albero lo abbracciò e a quel punto, per la prima volta nella storia, il mandorlo fiorì in risposta a quel gesto pieno di amore, dolcezza e dolore.
L’abbraccio si rinnova ogni anno con il disgelo, come a rinnovare quell’amore leggendario.

A questa storia se ne aggiunge un’altra di provenienza araba, appartenente alle tradizioni folcloristiche della Spagna. La storia narra che un califfo aveva fatto piantare degli alberi di mandorlo tutti intorno al suo palazzo, in un paese nei pressi di Cordova. Egli voleva restituire il sorriso alla sua amata, nostalgica di casa sua. Infatti la vista dei fiori bianchi, somiglianti al candido manto di neve della Sierra Nevada, le permetteva di viaggiare con la mente ai suoi ricordi d’infanzia

Il valore sacro di quest’albero fu riconosciuto anche dagli Egiziani che ne diedero la prima testimonianza, all’interno della tomba di Tutankamon risalente al 1325 a.C.

La mandorla, come il puro separato dall’impuro, o il frutto dal suo guscio, rappresenta il segreto. Riconosciuta anche come matrice primordiale dell’Universo per la sua forma ovoidale. 

Ma veniamo ad oggi…

È sempre affascinante leggere, ascoltare o raccontare miti e leggende. È come se in un modo tutto loro riuscissero a imprimersi nella mente regalandoci qualcosa in più.
Ma la storia che vi racconterò oggi non è finzione o leggenda, né frutto dell’immaginazione di qualche scrittore. È una storia che si ambienta in Toscana, più precisamente nella Comunità di Romena. Un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, circondato da tanto verde.

Pieve di Romena

«Un mandorlo piantato per ogni figlio perduto», è il progetto creato e realizzato da Don Gigi Verdi, responsabile della Comunità di Romena. 
Da anni infatti Don Gigi segue i genitori che hanno disgraziatamente perso un figlio. «All’inizio cercavo di trovare un senso al dolore, poi ho capito che una parte di loro deve portare avanti la vita per questo figlio che non c’è più», ha dichiarato. 

Perdere una persona cara è qualcosa di razionalmente terrificante e doloroso. Tuttavia non c’è dolore al mondo che possa essere paragonato alla perdita di un figlio. Una ferita del genere non potrà mai essere rimarginata nè smetterà di bruciare.
Con la realizzazione di questo luogo però, incantato ed estremamente rasserenante, le famiglie riescono a trovare un po’ di pace, regalando al mondo un paradiso fiorente quanto l’amore più puro che esista.

«Il Giardino della Resurrezione è un abbraccio colorato di mandorli in fiore con al centro un grande olivo simbolo della vita».

La storia del prete che dà speranza ai genitori distrutti dal dolore

Mandorlo in fiore

Don Gigi, un personaggio estremamente fuori dalle righe, ha voluto creare uno spazio nel quale si provasse che la vita è per sempre

La sua missione nacque in seguito a una crisi, per questo chiese al Vescovo un anno di tempo. Nel periodo di meditazione giunse alla conclusione che la sua timidezza unita alla malformazione congenita delle mani, dovuta all’assunzione della madre di un farmaco contro le nausee in gravidanza, fossero il motivo delle sue difficoltà. 
«A quel punto mi sono detto: o sto tutta la vita a lamentarmi per questi occhi impauriti, per queste mani ferite o faccio qualcosa», ha raccontato il Don. «Trovai un salmo La Pietra Scartata è Diventata la Pietra Angolare. Perché queste cose peggiori di me non possono diventare il meglio di me?».

Da questo momento di difficoltà ha poi avuto inizio l’esperienza, un’avventura a tutti gli effetti, della Fraternità di Romena. L’antica Pieve romanica di Romena poco visitata è diventata il fulcro di qualcosa di più grande, il cuore di una fraternità
Un possibile crocevia per i viandanti del nostro tempo. E se per i pellegrini del Medioevo in marcia verso Roma era luogo di sosta e ristoro dalle fatiche del viaggio, oggi è luogo di riposo spirituale con la natura e il creato per i viandanti di ogni dove. 

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