Se il mondo cambia, Salvini cambia

Continua a non piacere. Continua ad attirare critiche. Continua a essere l’uomo più divisivo nel panorama politico italiano. Non è più al centro della scena, rubatagli per causa di forza maggiore da Giuseppe Conte, ma sa sempre far parlare di sé. Matteo Salvini è il camaleonte del centrodestra. La sua carriera politica è una continua trasformazione: dai comunisti padani, al secessionismo bossiano, all’euroscetticismo per arrivare alla Lega nazionale capace di prendere voti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Ma se pensate che questa emergenza coronavirus abbia fermato le velleità trasformiste dell’Arturo Brachetti della politica vi sbagliate. 
Le proposte del Carroccio prima dell’arrivo di Covid-19 erano chiare: no immigrazione clandestina, sovranismo, opposizione ai “burocrati di Bruxelles” e voglia di tornare alle urne per capitalizzare quel 36-37% dei sondaggi. 
Poi le cose sono cambiate ed è cambiata anche l’agenda politica che ha forzatamente imposto dei temi diversi e precisi: crisi di imprese e lavoratori e crisi sociale dovuta al lockdown prolungato. Salvini l’ha capito e, da veterano della politica, si è nuovamente adattato alle nuove issues. Lo ha fatto nelle proposte, nel look, lo ha fatto nello stile comunicativo in Parlamento e nelle piattaforme da lui più usate: Instagram e Facebook. 

L’occhiale della discordia

Salvini e i suoi nuovi occhiali in pieno stile Prima Repubblica
Salvini e i suoi nuovi occhiali in pieno stile Prima Repubblica

Partiamo dal primo aspetto. Il look di Salvini appare leggermente diverso e probabilmente, sono io a essere malfidato e credere che ci sia una strategia dietro tutto questo. Non abbiamo più visto Matteo Salvini senza giacca e senza cravatta. Appare sempre impeccabile in una tenuta istituzionale a cui non eravamo abituati. Abito blu, cravatta blu di memoria berlusconiana e una discussa new entry: gli occhiali da prima repubblica. Non sono passati inosservati neanche al vulcanico governatore della Campania Vincenzo De Luca che, durante una diretta Facebook, ha detto: «Per quanto riguarda i fitti, voglio dare un’informazione a un esponente politico milanese […]. Si tratta di un autorevole esponente del Nord e del sovranismo. Non voglio fare nomi. Diciamo che è un esponente che va in giro in questo periodo per l’Italia per farsi guardare gli occhiali nuovi che ha comprato, occhiali color pannolino di bimbo per intenderci.» Dichiarazioni che non sono andate giù al segretario leghista: «Se invece De Luca preferisce polemizzare sul colore dei miei occhiali confesso che, come milioni di Italiani, ho problemi di vista e sono presbite. Per De Luca è un problema?». L’occhiale quindi riesce a diventare, anche in questo caso, una ragione per avvicinarsi al popolo e per essere come un cittadino comune. Anche il suo bilocale, onnipresente nelle dirette serali, è diventato strumento di propaganda elettorale: «Nessuna reggia, un accampamento per bimbi», lo presenta così Salvini durante una delle sue innumerevoli dirette. «Se volete un riccone andate da quelli di sinistra. Io mi accontento di quello che il buon Dio mi ha dato». Se Salvini non guadagnasse 14.634 euro al mese (+ rimborsi spese) potrebbe veramente sembrare un “uomo qualunque” (per citare lo storico partito fondato da Guglielmo Giannini nel 1945). 

La libertà al centro

Salvini al Senato con mascherina e occhiali
Salvini al Senato con mascherina e occhiali

Ma non è solo il look di Salvini a cambiare. Anche il suo lessico appare leggermente diverso. Ho ascoltato e poi letto il suo discorso al Senato in occasione dell’informativa del premier Conte del 30 aprile e qualche novità è emersa (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1150981.pdf): «Abbiamo come l’impressione – questo lo dicono tutti gli imprenditori, piccoli, medi e grandi – che ci sia qualcuno che conta più di altri nell’influenzare il Governo. Non le imprese, non i produttori, non i lavoratori, non i genitori ma qualche lobby ben potente. Facciamo un nome a caso: la CGIL. C’è un Paese intero in ostaggio della CGIL che dice quello che si può e non si può. I voucher in agricoltura no, i voucher nel turismo no, la pace fiscale no, lo stralcio del codice degli appalti no. Probabilmente questi signori non hanno il problema dell’incasso a fine mese e il Governo deve scegliere fra la burocrazia e lo statalismo e la libertà e i produttori. Noi preferiamo la libertà e i produttori, con tutto il rispetto della CGIL, però scelga. – ha sottolineato – […] Il grande tema comune è quello della libertà, che ci distingue sì – e spero di poterlo dire – da una certa mentalità e una certa cultura sociale, economica e filosofica di sinistra. Abbiamo sentito in questi interventi nominare più volte lo Stato: centralizzare, burocratizzare, verificare e controllare a priori. In un momento di emergenza e di ricostruzione nazionale il mio e il nostro progetto è esattamente il contrario: restituire totale libertà di azione ai cittadini e agli imprenditori di questo Paese. Affidarsi e confidare in chi crea lavoro e crea ricchezza; libertà di impresa, libertà educativa, libertà di culto, libertà sindacale vera, libertà personale, certezza della pena.» Il tema chiave del suo discorso è senza dubbio la libertà. Libertà declinata in diverse forme: economiche, sociali, religiose. Sembra cambiato il linguaggio dell’ex Ministro dell’Interno, forse spaventato dalla rapida ascesa di Giorgia Meloni e forse in cerca di un elettorato diverso e più vicino alle posizioni liberali e liberiste di Forza Italia.

Salvini è diventato simpatico

Salvini e lo scenario delle sue dirette social
Salvini e lo scenario delle sue dirette social

Ho visto poi le sue dirette social e devo dire, assumendomi le mie responsabilità, che mi è diventato simpatico. Non è più il Salvini che banna senza motivo, non è più il Salvini permaloso e senza umorismo. No, ha iniziato a rispondere ai suoi followers anche in maniera scherzosa e leggera. Lo scambio più famoso è sicuramente quel: «Matteo ma pippi cocaina?» e la risposta: «No Diablo, non pippo cocaina» e poi anche la domanda di un follower: «Salvini ti piacciono i piselli?» ma Matteo non si scompone e risponde con il sorriso: «Ah ah ah, battutone!». Anche qui, non credo che si tratti di un cambiamento senza fine elettorale. Salvini sta cercando di reinventarsi, politicamente, comunicativamente e anche nel look perché i sondaggi li vediamo tutti e sicuramente li sta vedendo pure lui. 

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