Matteo, potresti piacermi ma non ti capisco

Lui è come quella ragazza che ti piace ma che non capisci mai fino in fondo. Quella ragazza che pensi di aver conosciuto del tutto ma che all’improvviso ti stupisce e fa qualcosa che non ti saresti mai aspettato. Nonostante tutto però non riesci mai a volerle male, perché in fondo sai che non è una persona cattiva. Quella ragazza è come Matteo Renzi. Ex presidente della provincia di Firenze, ex sindaco di Firenze, ex segretario del PD, ex Presidente del Consiglio e fondatore e leader di Italia Viva. Tanto passato e poco presente si direbbe guardando gli ultimi sondaggi, e quel poco presente fa discutere più gli addetti ai lavori che i cittadini che da quelle Europee del 2014 lo hanno progressivamente abbandonato. Dal famoso #staisereno all’allora premier Enrico Letta, al Patto del Nazareno, allo sfortunatissimo referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 per arrivare alla fiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, le azioni di Matteo Renzi potrebbero essere il risultato di un F4 degli sceneggiatori di Occhi Del Cuore, la fiction protagonista della serie Boris

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Il tweet del Partito Democratico in cui vengono riportate le intenzioni dell’allora segretario Renzi. #EnricoStaiSereno
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Un mese dopo quel tweet ecco l’epilogo: Matteo Renzi diventa Presidente del Consiglio al posto di Enrico Letta. 

«Se perdo lascio la politica»

Alcune cose non si spiegano, sembrano così fuori luogo che il dubbio che insinua in me è: lo fa apposta e ama farsi detestare o è consigliato male? 
Considerando il suo narcisismo, tipico dei leader contemporanei, penso che sia tutto (o quasi) farina del suo sacco e che abbia piacere nel risultare decisivo e protagonista nelle dinamiche di governo. 
Scommetto, inoltre, che nessuno di voi pensava che la sconfitta subita nel referendum costituzionale potesse rappresentare l’ultimo atto della carriera politica di Renzi. Nonostante avesse detto chiaramente «Se perdo il referendum lascio la politica» sapevamo tutti che non si sarebbe fatto da parte. Una verità però forse c’è, da quel 4 dicembre ha lasciato la politica “che conta” per farsi largo tra i banchi del Senato attraverso decisioni e prese di posizioni discutibili e da molti incomprese. Ma chissà forse ci stupirà ancora una volta, d’altronde uno dei suoi slogan più famosi un po’ ci inquieta: «Il meglio deve ancora venire»

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La promessa di Renzi:«Se perdo me ne vado»
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Dopo le elezioni del 4 marzo 2018 Matteo Renzi, si smentisce e diventa senatore tra le file del Partito Democratico.

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