Adelphi: libri unici dagli urli silenziosi

«All’inizio si parlava di libri unici. Adelphi non aveva ancora trovato il suo nome. C’erano solo pochi dati sicuri: l’edizione critica di Nietzsche e una collana di Classici ambiziosa», Roberto Calasso proprietario e direttore editoriale di Adelphi.

Scaffali di libri Adelphi
Scaffali di libri Adelphi

Roberto Calasso ricorda perfettamente il giorno del suo 21esimo compleanno perché fu proprio il giorno in cui Bazlen gli parlò, per la prima volta, del progetto per la casa editrice. La sua idea era quella di realizzare quanto prima una collana per tutti quei libri di qualità “scoperti”.  Libri sì di argomenti tutti diversi l’uno dall’altro, ma di una profondità e bellezza tale da non poter essere messi da parte. Così nacquero quelli che vennero definiti i “libri unici”, ossia testi di vario genere che proprio perché avevano rischiato di non diventare mai libri, ma solo bozze, riuscirono ad essere parte della storia.

Fondata a Milano nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti, la Adelphi ha annoverato tra i suoi collaboratori anche critici, scrittori e studiosi come Roberto Bazlen, Giorgio Colli, Sergio Solmi, Claudio Rugafiori, Franco Volpi e Roberto Calasso.

Grafica

Ultima edizione pubblicata da Adelphi di "Tutto Scorre..."
Ultima edizione pubblicata da Adelphi di “Tutto Scorre…”

Copertine opache e colori pastello nelle varie gamme intermedie. Linearità, semplicità ed eleganza. Un libro che fa e farà sempre scena, sia che venga comprato per la propria libreria sia quand’è indirizzato a quella di qualcun altro. Sicuramente, però, anche gli Adelphi hanno subito dei cambiamenti nella grafica con l’evolversi dei tempi. Sulla copertina, dapprima semplice, venne aggiunta successivamente un’immagine o una fotografia. Ma anche queste, quando presenti, altro non sono che immagini parlanti. Scelte secondo il procedimento dell’ekfrasis al rovescio, tentando cioè di trovare l’equivalente analogo di un testo.

E poi c’è il logo. Quella sorta di luna macchiata che può voler dire tutto e niente ma che si imprime per curiosità e forma nella mente anche dei più piccoli. Il pittogramma rappresenta una falce di mezzaluna, in basso, e due macchie identificabili come uomo e donna, in alto.
Ebbene, il logo di Adelphi è l’antico pittogramma cinese della luna nuova, simbolo di morte e rinascita del 1000 a.C. trovato inciso su lastre di bronzo appartenute alla dinastia Shang. Il motivo di tale scelta furono ovviamente le circostanze che portarono alla fondazione di Adelphi nel 1961: vita nuova a quei libri “rifiutati”.

Una delle bellissime copertine Adelphi scelte per i racconti di Georges Simenon
Una delle bellissime copertine scelte per i racconti di Georges Simenon

Forse un messaggio di speranza? Probabile. La luna è sempre stata simbolo della ciclicità del tempo dove a periodi bui seguono periodi ricchi e pregni di luce, così come la morte può portare alla rinascita.
Allo stesso modo anche Adelphi ha superato momenti di grandi difficoltà, riuscendo comunque a ritagliarsi nel mercato editoriale una fetta di lettori fedeli.
La mente creativa delle scelte grafiche ha comunque un nome: si tratta dell’illustratore inglese di fine ‘800 Aubrey Beardsley.

Antico pittogramma cinese scelto da Aubrey Beardsley come logo di Adelphi
Antico pittogramma cinese scelto da Aubrey Beardsley come logo di Adelphi

Dopo più di 50 anni Adelphi ha mantenuto originalità, stile e riconoscibilità. Ancora adesso quando ci si trova di fronte a scaffali pieni di libri la collana Adelphi è sempre la prima a saltare all’occhio, che ci siano o che ne siano assenti.  

Dai grandi classici internazionali alla letteratura mitteleuropea, fino alla saggistica psicologica e orientale. Adelphi annovera tra le sue pubblicazioni autori come Friedrich Nietzsch, Leonardo Sciascia, Milan Kundera, Thomas Bernhard, Herman Hesse e George Simenon… Ma non solo, gli elenchi di autori conteranno centinaia di nomi.
Insomma la collana delle copertine dagli urli silenziosi continua e continuerà ad incantare anche per il nome dichiaratore di intenti: dal greco adelfoi “fratelli”, per sottolineare il principio della linea editoriale tra i soci fondatori.

Ultima edizione di "Follia" di McGrath
Ultima edizione di “Follia” di McGrath

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