Cosa sarà il Motomondiale senza Valentino Rossi?

Il “Dottore” e il suo popolo a Misano.

“Dovrebbe ritirarsi. È vecchio. Non riesce più a vincere una gara. Cosa ci sta a fare lì con tutti quei giovani? Marquez è più forte!”

Queste sono le parole che suonano come un pesante ritornello da qualche anno nei riguardi di Valentino Rossi; tant’è che persino alcuni tifosi del campione marchigiano sembrano essersi rassegnati all’autunno agonistico del loro beniamino che non riesce più ad esprimersi al meglio. Questo, però, è quanto traspare in seguito ad una disanima poco attenta e non a 360 gradi. Molti, moltissimi tifosi che prima sostenevano fino alla morte il “Rossi nazionale” ora non esitano a screditarlo. Forse abituati troppo bene in questi anni dalle vittorie del campione, dai suoi titoli, dai suoi duelli che fanno parte del DNA dello sport italiano, non solo del Motociclismo.

Ricordi indelebili di un uomo tanto semplice e genuino fuori dalla pista (seppur discusso e criticato per problemi con la legge) quanto supereroe nei circuiti. Forse si è dimenticato chi è Valentino Rossi? Nove titoli mondiali, di cui uno in 125, uno in 250 e sette nella classe regina, 115 vittorie su 402 gare disputate dal 1996. Ma i numeri dicono poco di questa leggenda vivente che ha emozionato intere generazioni di adulti e soprattutto adolescenti. Generazioni cresciute col mito del “Dottore”. Per questo Valentino Rossi è più grande dello sport stesso.

Un 17enne Valentino Rossi nel 1996. All'epoca si intuiva il suo grande potenziale ma nessuno avrebbe mai potuto prevedere la sua furiosa ascesa.
Un 17enne VR46 nel 1996. All’epoca si intuiva il suo grande potenziale ma nessuno avrebbe mai potuto prevedere la sua furiosa ascesa.

Non è un azzardo. Prima della febbre Rossi, il Motomondiale era uno sport seguito dalla nicchia più appassionata, poco interessante per il grande pubblico che ha da sempre preferito l’automobilismo e i trionfi della Ferrari in Formula 1, almeno per quanto riguarda l’Italia. Il ragazzo di Tavullia si innamora della moto, vince e non riesce più a farne a meno. Ed ora è il mondo della moto che non può più fare a meno di uno come lui, un sentimento, più di una sensazione, condiviso non solo in Italia ma in tutto il mondo. Esisterà un Motomondiale con Rossi e uno dopo Rossi e quest’ultimo, inevitabilmente, soffrirà, anche per la scarsità di comunicatori, oltre che di grandi piloti. Marc Marquez, pur rappresentando il presente e il futuro dello sport grazie al suo immenso talento, avrà notevoli difficoltà a caricarsi l’eredità di Valentino sulle spalle. A partire dalla sfida con l’amore del pubblico.

Marc Marquez e Valentino Rossi: da amici a nemici. Una parabola che si ripete molto spesso nello sport.
Marc Marquez e Valentino Rossi: da amici a nemici. Una parabola che si ripete molto spesso nello sport.

Il ritiro dalle corse sembra essere ancora lontano. L’interesse del team Petronas Yamaha è sempre più forte e la trattativa è in stato avanzato. Anzi, a pochi passi dalla chiusura, come testimoniano le parole del patron della squadra Razlan Razali:

Per noi sarebbe un onore se Valentino concludesse la carriera con noi. Abbiamo tante cose di cui discutere insieme”

E poi ci sarebbe il passaggio di testimone alla Yamaha ufficiale con Fabio Quartararo, il nuovo che avanza, quello che gli addetti ai lavori designano come il vero rivale di Marquez. Forse il giovane che più assomiglia a Rossi. L’italo-francese ha voluto tranquillizzarlo in vista del suo probabile trasferimento in Petronas:

E’ un team satellite ma la professionalità al suo interno è da squadra ufficiale”

Valentino Rossi insieme alla giovane promessa Fabio Quartararo: il 41enne di Tavullia può essere considerato il suo padre sportivo.
Valentino insieme alla giovane promessa Fabio Quartararo: il 41enne di Tavullia può essere considerato il suo padre sportivo.

Insomma, ci sono tutti i presupposti per un finale di carriera tranquillo, senza particolari patemi d’animo. Un team in crescita, pressione annullata e niente da perdere, solo puro divertimento adolescenziale, come a 17 anni. Perché Valentino Rossi è sempre Valentino Rossi. Non ce lo dimentichiamo.

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