Il resoconto della prima giornata di Serie A post-quarantena

Mascherine in panchina, distanziamento sociale nel pre e post partita, stadi terribilmente silenziosi che permettono, però, di gustare suoni ambientali praticamente inediti, indicazioni tattiche e non solo. Questo è il calcio italiano (e non solo) del dopo quarantena. Un calcio che prova ad andare avanti dando esempi di buona educazione ma che, salvo un paio di partite, stenta ad offrire spettacolo ad un pubblico che, da casa, sbadiglia e comincia a boccheggiare per il caldo. Un po’ come i giocatori, che si sono ritrovati a giocare dal freddo temprante di fine febbraio-inizio marzo alla prima afa dell‘estate. E ogni quanto si gioca? Praticamente, da qui fino a fine luglio, si dovrebbe assistere ad una media di una partita al giorno. E gli orari? 17:15-19:30-21:45. Particolari, ma ci si abituerà. Come si spera di riabituarsi il prima possibile alla qualità del gioco.

La Juventus capolista ha fatto visita al Bologna in una partita dalle mille insidie sulla carta, in particolar modo dopo la sconfitta in Coppa Italia per mano del Napoli. I bianconeri non potevano permettersi altri passi falsi e non hanno sbagliato grazie alla premiata ditta Cristiano Ronaldo-Dybala, quest’ultimo autore di un gol bellissimo. Una Juve non certo dei giorni migliori ma che basta per tenere a bada un Bologna un po’ sulle gambe e far rispettare il distanziamento. Quello in classifica sulla seconda.

Il big match della 27a giornata di campionato è stato quello tra Atalanta e Lazio: probabilmente, come ci si poteva aspettare, la partita più spettacolare di questo turno. La grande solita Lazio nel primo tempo che va sopra di due reti grazie ad un autogol di De Roon, frutto di un contropiede condotto ad altissima velocità dai biancocelesti, e alla bella rete da fuori area di Milinkovic-Savic. Sembra tutto in discesa per i capitolini ma non hanno fatto i conti col ritorno della Dea.

Nel finale di primo tempo, la zuccata di Robin Gosens riapre la partita e i bergamaschi cominciano a crederci. Macinano gioco ed occasioni fino alla bomba di Malinovskyj e al colpo di testa da calcio d’angolo di Palomino su errore evidente di Strakosha. Una Lazio che resiste un tempo e che sparisce fisicamente alla distanza, oltre a interrompere un digiuno di sconfitte che durava da fine settembre. L’Atalanta che risponde presente, anche dopo un difficilissimo periodo di quarantena. Colpo al campionato, con la Juve che si porta a 4 lunghezze di vantaggio.

Partita spettacolare anche quella di San Siro, con l’Inter che non riesce ad andare oltre il 3-3 con il Sassuolo. I nerazzurri subiscono il vantaggio del solito vecchio Ciccio Caputo per poi portarsi in vantaggio a fine primo tempo grazie alle reti di Lukaku e Biraghi. Il finale di partita è accesissimo: prima il pareggio emiliano firmato da Berardi su calcio di rigore. L’Inter torna in vantaggio con Borja Valero e, incredibilmente all’89’, arriva il nuovo pari della squadra di De Zerbi firmato da Magnani.

Ma il vero momento saliente della partita è l’incredibile gol sbagliato da Roberto Gagliardini da due passi e a porta sguarnita che avrebbe potuto portare gli uomini di Conte sul 3-1. Un errore talmente goffo e grossolano da diventare immediatamente virale per il più classico dei “quello lo avrei segnato anch’io”. Tifosi dell’Inter attoniti e furiosi.

Per quanto riguarda la zona Europa League, vincono la Roma, 2-1 con la Sampdoria grazie ad un super Edin Dzeko e il Napoli, 2-0 contro il tostissimo Verona e sempre più stimolato da mister Gattuso. Ma è il Milan a convincere particolarmente. I rossoneri sbancano il Via del Mare di Lecce con una grande prova rifilando 4 gol ai salentini, grazie a Castillejo, Bonaventura, Rebic e Rafael Leao. Ora testa allo scontro con la Roma di domenica pomeriggio che saprà dire se e quante possibilità il Milan ha di attaccare il Napoli per il sesto posto. L’ultimo che vale l’Europa.

In zona salvezza, faticano quasi tutte: l’unica squadra che è riuscita a togliersi dall’impaccio è il Torino che, grazie al gallo Belotti, porta a casa tre punti fondamentali contro un Udinese che ora vede i bassifondi della classifica sempre più vicini. Perdono le due genovesi: la Samp, come detto, onorevolmente con la Roma, mentre il Genoa rimedia una brutta figura a Marassi contro un Parma che, grazie ad una tripletta di Cornelius, è lanciatissimo che prova a credere all’Europa.

Curiosità. L’attaccante danese è solo il terzo giocatore della storia del massimo campionato italiano ad aver segnato una tripletta sia all’andata che al ritorno contro la stessa squadra. Prima di lui solo Kurt Hamrin (proprio contro il Genoa nel 1957/1958) e Marco Borriello (contro l’Udinese nel 2007/2008).

Perde, quindi, anche il Lecce che, però, rimane a galla grazie ai tonfi delle concorrenti. Ma ora non sono ammessi più passi falsi. Sempre più a fondo Spal e Brescia: gli emiliani incassano una sconfitta che fa malissimo, arrivata al 93′ contro il Cagliari, grazie ad un gol di Simeone. Le Rondinelle riescono a guadagnare un punto sofferto al Franchi con la Fiorentina e provano stancamente a risalire la china: ora il distacco con il Lecce terz’ultimo è di 7 punti.

Sarà senza tifosi, con mascherine e distanziamento, ma il calcio è mancato a molti italiani. E allora, bentornata Serie A.

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