L’incredibile storia di speranza di Musa Jawara

Domenica 5 luglio, stadio San Siro di Milano. La partita di campionato è quella tra Inter e Bologna. I nerazzurri vanno in vantaggio con Romelu Lukaku e sono in superiorità numerica. Nonostante ciò, gli emiliani non si arrendono, spinti dalle urla del guerriero Sinisa Mihajlovic. Sentono che possono riuscire a fare qualcosa di grande e cercano disperatamente il gol del pareggio. Che arriva. Lo segna un certo Musa Jawara, ragazzo classe 2001, buttato nella mischia, all’improvviso e inaspettatamente. Un pareggio che, cinque minuti dopo, diventa vantaggio grazie alla rete di un altro Musa, stavolta Barrow, che firma l’incredibile rimonta.

Gli highlights della partita di San Siro

Musa Juwara, ala sinistra fa della velocità la sua dote principale, oltre ad avere un buon dribbling. E’ considerato uno dei migliori giocatori nati nel 2001. Fin qui nulla di particolare, se si considerano freddi numeri, previsioni e caratteristiche tecniche. Ma chi è davvero questo ragazzo? La sua storia è davvero straordinaria. Musa nasce in Gambia, uno dei paesi più poveri del continente africano, oltre ad essere una regione estremamente instabile dal punto di vista politico. Così il quattordicenne Juwara arriva alla decisione che spinge migliaia di donne e uomini a lasciare il proprio paese per la prospettiva di un futuro migliore. Partecipare al rituale, a volte drammatico, di salire a bordo di un barcone e migrare verso l’Europa. Equipaggiati solamente di tanta speranza.

Il 10 giugno 2016, l’imbarcazione raggiunge finalmente le coste della Sicilia, portando a terra Musa e altri 535 migranti. Un viaggio a lieto fine. Da quel giorno inizia il suo peregrinare per l’Italia, la sua nuova terra di adozione. Arriva in provincia di Potenza, ad Avigliano, dove comincia a giocare a calcio, la sua più grande passione. Ma, di solito, dietro un protagonista ci sono anche dei personaggi fondamentali, senza i quali la storia non esisterebbe. Per questo è decisivo l’aiuto dell’allenatore della Virtus Avigliano, Vitantonio Suma e di sua moglie che decidono di accoglierlo nella famiglia e di diventarne tutori legali.

Un giovanissimo Juwara con la maglia della Virtus Avigliano. Nella sua stagione d’esordio, 2016-2017, chiude con 29 gol e la vittoria del campionato.

Grazie al loro aiuto, Musa riesce persino a studiare anche se si capisce sin da subito che sono i suoi piedi e il suo talento a parlare per lui. Il primo grande step arriva con la chiamata del Chievo Verona. Proprio con i veronesi, il 25 maggio 2019, fa il suo esordio in Serie A contro il Frosinone. I clivensi retrocedono ma i dirigenti del Bologna non permettono che un talento del genere si perda nel catino infernale della serie cadetta.

Il direttore sportivo Walter Sabatini lo porta in Emilia e Juwara convince subito per le sue qualità. La sua permanenza nella squadra primavera dura pochissimo. Il suo talento vale la prima squadra nonostante la giovane età. Mister Mihajlovic poi lo capisce al volo, ne conosce la storia, è un combattente come lui. Lo vede come uno di quelli che dalla vita hanno preso sempre batoste ma che si sono rialzati più forti di prima. Qui la retorica non c’entra, è questione di pelle. Lui, Sinisa, ha stima profonda per tutto ciò che ha affrontato lui, Musa Juwara.

L’istante del gol di Musa Jawara a San Siro contro l’Inter. Esplode la sua gioia. E’ il primo gol in Serie A

All’allenatore serbo serve un’impresa per rimontare l’Inter a San Siro e per questo ha bisogno di Musa, che di imprese, di vita e non solo di sport, è un intenditore. Al 74′ il gol che lo consacra e che lo fa conoscere al grande pubblico. L’esultanza di liberazione, sentimenti che si accavallano, magari pensando al Gambia, ai suoi genitori, a tutto quello che si è lasciato dietro. Per migliorarlo. Ed ora anche il Barcellona ed il Real Madrid sembrano essersi accorti di Juwara. Che adesso non è più solamente il giovane Musa di appena arrivato ad Avigliano.

Una storia incredibile ma, in fondo, di semplice umanità, che fa capire quanto il calcio possa essere inclusivo. A prescindere dal luogo comune dell’interesse economico e del cinismo che sembra regnare in questo ambiente. Lo sport, in generale, deve arrivare dove la politica non riesce. La storia di Musa Juwara ne è un grande esempio.

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