Regionali Marche, Mangialardi: “Banda ultra larga e investire sui talenti”

Foto: Maurizio Mangialardi

In vista delle elezioni regionali, previste per il prossimo 20 e 21 settembre, multiTasca ha deciso di fare la sua parte. In collaborazione con l’associazione civitanovese “Veder crescere con il dialogo”, per il progetto “Io Desidero”, nato su idea di Andrea Foglia, abbiamo chiesto ai principali candidati che hanno voluto incontrarci, i rispettivi progetti in tema di politiche giovanili. A ridosso del voto, il nostro unico obiettivo, pienamente condiviso dal Dott. Foglia, è infatti quello di informare studenti e giovani lavoratori marchigiani circa le proposte e le idee messe in campo dai maggiori candidati Presidenti di regione.

L’iniziativa “Veder Crescere il Dialogo”, su idea di Andrea Foglia

La prima tappa di questo nostro percorso ci ha visto incontrare il candidato della coalizione di centro sinistra, Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia.

I soldi del Recovery Fund arriveranno anche nelle Marche. Quali investimenti strutturali saranno finanziati nel settore universitario?

«Sui giovani grava il debito enorme creato da scelte politiche dettate dalla contingenza. Ma qualcosa recentemente è cambiato, ossia il rapporto fra Italia ed Europa. Circa 10 miliardi di euro, provenienti dal Recovery Fund saranno destinati alle Marche e una parte adeguata di essi finanzierà investimenti legati alle nostre Università e alle difficoltà prodotte dal Covid. Sarà inoltre l’occasione per risolvere il problema degli alloggi per gli studenti. A Camerino, attualmente, mancano 6.500 alloggi, secondo il numero fornito dal Rettore.»

Università di Camerino, eccellenza nell’area scientifica. Il tema della spendibilità delle competenze nel mondo del lavoro è fondamentale. Tuttavia, il tessuto economico della regione vede la prevalenza di industrie medio piccole a basso tasso di digitalizzazione e lontane dal modello 4.0. Quale modalità ha pensato per favorire il link fra le università e le aziende eccellenti del territorio, realtà che guardano agli investimenti e al paradigma dell’open innovation?

«Le competenze delle nostre quattro università, risorsa preziosissima per un territorio a così bassa densità abitativa, devono poter trovare ricadute immediate nelle aziende che hanno la capacità di investire sui giovani. Il legame tra territorio e le potenzialità che i suoi atenei offrono, passa dalla presenza delle infrastrutture adatte. Non solo infrastrutture materiali, che pur conosciamo, ma anche immateriali, come la realizzazione della Banda ultra larga, che le nostre aziende devono avere a disposizione, per poter sfruttare a pieno i talenti in uscita dalle università.»

Foto: Università di Camerino

Smart working, maggiore flessibilità e cambiamenti. Quale miglior momento per puntare, anche nelle Marche, all’affermazione del paradigma imprenditoriale delle startup e del Venture Capital?

«L’approccio più elastico, tipico di chi non ha ancora avuto esperienza nel mondo del lavoro e cioè dei giovani, può trovare una grande occasione. Da modalità poco considerata, lo smart working è diventata il sistema. È ora quindi di mettere in campo le operazioni che facilitino gli investimenti e favoriscano il fiorire del modello startup.»

D’accordo. Ma in concreto, gli investimenti saranno finalmente strutturali e fondati su un cambio di paradigma nel medio e lungo termine, o si proseguirà sulla falsa riga del modello bonus?

«Ho sempre pensato che avessimo bisogno del lavoro di cittadinanza e non del reddito. Cambiamo questo paradigma: mettiamo le risorse a disposizione di chi ha il genio e la possibilità di fare la differenza. In questa regione, dobbiamo dare opportunità. Oggi, però, a differenza di sei mesi fa, queste opportunità le possiamo anche dare. L’occasione c’è e va sfruttata.»

Le Marche sono da sempre terra di artisti. Eppure, è improbabile riuscire a lavorare di arte, qui ancor più che altrove. L’arte non è remotizzabile: quali misure e iniziative pensa di adottare per rafforzare e rilanciare il settore?

«Da sindaco, ho fatto del mandato nella mia città una missione per valorizzare questo genere di esperienza. La scala di valore è la stessa rispetto al campo scientifico. Bisogna sperare di uscire al più presto dall’apnea dettata dal Covid, altrimenti tutto si fa molto più complicato. So molto bene quanto queste limitazioni abbiano inciso nel mondo dello spettacolo, in particolare in quello dei professionisti. Lasciamo passare questa fase e poi ritorneremo ad investire davvero. Oggi, però, è il momento di sostenere questo settore. Ecco, in questo caso il sostegno immediato è l’unica scelta.»

Foto: Macerata Opera Festival

Risorse immediate di cui necessita anche la sanità. In Italia non ci sono i fondi per le borse degli specializzandi in Medicina. Nelle Marche mancano medici, tanto più dopo la realizzazione del Covid Hospital. Quale programma avvierà per potenziare questo campo e permettere il ritorno dei giovani medici in corsia?

«Questo è il vero tema. La mia posizione in merito è chiara: io sono quello che le risorse provenienti dal Mes le firmerebbe domani mattina. Non si tratta più di un’opzione per offrire occasioni migliori, ma di una vera e propria necessità per salvare il Sistema Sanitario. In tante specialistiche, siamo di fatto senza medici: quello da intraprendere in fatto di finanziamenti alla sanità, è un percorso ineludibile.”

Dovesse riacutizzarsi la pandemia, quali metodi sarebbero attuabili per scongiurare un’ulteriore totale chiusura di scuole e atenei?

«Sotto questo aspetto, mi rimetto molto all’azione del governo e del Comitato tecnico scientifico. C’è comunque un problema impellente da risolvere subito: quello del trasporto scolastico, ancora non chiarito definitivamente. Sul fronte dell’insegnamento, credo che la didattica mista sia la chiave migliore per affrontare la situazione. Specialmente negli istituti di secondo grado e nelle università, dove la didattica a distanza è meglio realizzabile.»

Digital divide permettendo.

«Come dicevo poc’anzi, quella della Banda ultra larga è un’assoluta priorità, tanto per le aziende quanto per gli studenti. La regione Marche è uno dei territori che ha investito di più sia tramite attori pubblici, sia attraverso aziende pubbliche e private insieme, per portare la fibra ovunque. Il Covid ha reso non più procrastinabile la realizzazione di questa infrastruttura.»

Le lancio una provocazione. Nel 2011 la Giunta ha approvato la creazione di una Consulta regionale dei giovani. Oggi più che mai è però il momento che il rapporto fra istituzioni del territorio e rappresentanza giovanile migliori, per favorirne la partecipazione. Cosa ne pensa dell’istituzione di un Forum giovanile a livello regionale che dia voce alle istanze degli studenti e dei giovani lavoratori?

«Perché l’ha chiamata provocazione? Si tratta più di una necessità, se non un obbligo da parte della politica.»

Mi permetta lo scetticismo nei confronti di questa classe politica.

«Ha ragione. E il rischio è che alla fine, sui grandi temi sociali e politici, prevalga la banalizzazione priva di approfondimento. La vita reale è invece fatta di competenze e conoscenze. La Consulta ha preso le mosse da iniziative sparse sul territorio, trovando una dimensione regionale. Pertanto, se questo tipo di strumento servirà per riscontrare un coinvolgimento maggiore, e avremo modo di realizzarlo, lo faremo sviluppare ed evolvere insieme a voi. Contribuire a costruire comunità, resta l’obiettivo di qualsiasi amministrazione.»

L’intervista completa è disponibile sul nostro canale YouTube:

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