L’anello dei due fratelli: LeBron James e Kobe Bryant

I due uomini chiave della vittoria dei Los Angeles Lakers nelle Finals: Lebron James e il compianto Kobe Bryant.

Il 23 e il 24. Numeri successivi, non a caso. L’ordine? Non è questo l’importante. Ciò che conta davvero è lo spessore. Quello tecnico, mentale e umano. Due talenti con due storie diverse ma che hanno nel destino sportivo un solo risultato. Essere i migliori di tutti. LeBron James lo ha dimostrato, per l’ennesima volta, nelle Finals di quest’anno, conquistando il titolo di MVP per la quarta volta. Quattro volte il migliore giocatore delle finali NBA. Alla soglia dei 36 anni, LeBron è ancora lì, a livelli irraggiungibili per chiunque. Sbaragliata la concorrenza. Miami ha provato a mettersi contro il suo piano di vittoria, ma non ci è riuscita. Gli Heat si sono dovuti inginocchiare ai Lakers in trance agonistica, guidati da un LeBron mai così focalizzato. E ispirato dall’alto.

Gli highlights di gara 6, terminata 93-106 per Los Angeles, vittoria decisiva per l’assegnazione del titolo NBA

Questa volta il miglior giocatore di pallacanestro al mondo era anche guidato e aiutato dalla presenza ancora ingombrante di Kobe Bryant, seppur non terrena. E forse, proprio per questo, ancora più presente nella mente di LeBron. Deciso, concentrato a regalarsi il quarto anello. Il più importante della sua carriera, per motivi che tristemente tutti conoscono. La morte del suo amico e rivale Kobe lo scorso 26 gennaio, lo ha segnato tantissimo. Mai potrà dimenticare qualcosa di così tragico e maledettamente potente nella vita di un uomo. Da quel triste 26 gennaio, si percepiva che dietro ogni canestro, ogni sua schiacciata, ogni tiro da tre, c’era lui. Kobe era presente.

#LeBron4. Il quarto titolo NBA di James. La sua mimica è eloquente.

E alla fine è giusto così. In un anno difficile, tra emergenza Covid e il lutto, è giusto che il titolo sia andato alla franchigia di Los Angeles. Facendoci immergere in una trama da film hollywoodiano, di dolore e di rivincita sulla vita. Ma questa è la realtà. Sono le emozioni che solo lo sport può regalare. Emozioni intense che vanno anche oltre la sfera della semplice competizione. Permettendoci, tra l’altro, di raccontare storie che verranno ricordate per sempre. Come quella di due fratelli separati dalla nascita, con due destini diversi ma, in fondo, simili. Vincenti e vincitori. Uno sconfitto solo dalla sfortuna. L’altro lì per tenere vivo il suo ricordo più che mai. Il 23 e il 24. D’altronde c’è un solo numero di differenza. E niente più.

“Spero di averti reso orgoglioso, fratello mio!! Ti voglio bene e mi manchi Campione!!”
Parole di LeBron James dedicate al suo amico Kobe Bryant. Ci manchi Black Mamba…

Commenta