Black Friday? No grazie, meglio il Green Friday

Il Black Friday, la giornata degli acquisti per eccellenza, simbolo del consumismo sfrenato, nasce negli Stati Uniti. Cade ogni anno il quarto venerdì di novembre, dopo il giorno del Ringraziamento, e tradizionalmente dà il via agli acquisti natalizi. In questo giorno i commercianti offrono i propri prodotti a prezzi scontati, portando la clientela ad acquistare in modo sfrenato. Negli anni quindi si è trasformato in un’occasione di iperconsumo a favore delle grandi multinazionali. E questo ha un enorme impatto sia sui lavoratori, spesso costretti a turni massacranti e in balia delle folle, sia soprattutto sull’ambiente.

Perché si chiama Black Friday?

Sull’origine del nome ci sono diverse teorie. Secondo alcuni è chiamato venerdì nero perché all’epoca i registri contabili dei negozianti si compilavano a penna, usando l’inchiostro rosso per i conti in perdita e quello nero per i conti in guadagno. E nel venerdì dopo il Ringraziamento, grazie a queste promozioni, i conti finivano decisamente in nero.
Secondo un’altra tesi, il nero sarebbe causato dal traffico sulle strade e dalla congestione nei negozi provocata da migliaia di americani attirati da sconti anche dell’80%, validi solo per quel giorno. La prima volta che se ne parlò, sembra essere stato nel 1961 quando a Philadelphia il venerdì dopo il Ringraziamento fu davvero trafficato, a causa dell’inizio dei saldi. Bisognerà tuttavia aspettare gli anni ’80 per vedere il Black Friday diventare realmente popolare negli USA e, successivamente, in altri paesi.

Il Black Friday in Italia

Il Black Friday arriva in Italia grazie ad Amazon una decina di anni fa e, quella che era una tradizione americana di folli acquisti, è diventata una vera e propria consuetudine anche per noi italiani, a cui aderiscono tanti negozi, grandi e piccoli, fisici e sempre più online. In generale infatti, negli ultimi anni gli acquisti si sono spostati sempre più online e il Covid-19 non ha fatto che accelerare questo spostamento. Dato l’aumento delle vendite online già registrato in primavera durante il lockdown, quando tutti eravamo costretti a rimanere in casa, questo venerdì nero, con le nuove restrizioni, registrerà probabilmente un ulteriore incremento degli acquisti online.

Pubblicità di Amazon per la settimana del Black Friday 2020

Acquisti online, non è tutto oro quel che luccica

Una conseguenza poco considerata dello shopping sfrenato online è l’enorme impatto ambientale, dai camion per le consegne al surplus di imballaggi. Oltre a svantaggi sul piano sociale per i lavoratori.

Di fronte ai prezzi scontatissimi, spesso rischiamo di perdere il lume della ragione e tendiamo ad acquistare compulsivamente senza pensare alle conseguenze delle nostre scelte d’acquisto.
Tendiamo a mettere nel carrello oggetti che in realtà non ci servono, che non avremmo mai acquistato a prezzo pieno. La merce selezionata deve essere poi imballata, di solito con plastica e carta, per evitare che si rovini durante il trasporto. A questo punto il nostro pacco parte, percorre km e km insieme a molti altri scatoloni, su mezzi che viaggiano prevalentemente su strada. Una volta arrivati a casa, questi oggetti si trasformeranno presto in rifiuti di cui dovremmo liberarci, in un pianeta che è già saturo e non riesce più a contenere quello che buttiamo via.

Cosa possiamo fare?

Lungi dall’identificare l’e-commerce come la causa di tutti mali, sarebbe bene però mettere in pratica alcuni accorgimenti, affinché acquistare online resti una pratica tanto comoda quanto rispettosa. Sebbene sia molto difficile boicottare un evento così popolare e atteso come il Black Friday, possiamo però imparare ad acquistare con consapevolezza, tenendo conto delle nostre reali esigenze e delle conseguenze delle nostre azioni sul pianeta.

Prima di acquistare qualcosa, fermiamoci un attimo a riflettere e poniamoci delle domande:
Mi serve davvero?
Se la risposta è no, facile! Lascia stare e non spendere soldi inutili.
Se invece la risposta è sì, se ci rendiamo conto di avere davvero bisogno di quella cosa, proviamo a prendere in considerazione queste opzioni:
1) prenderla in prestito
2) acquistarla di seconda mano
3) acquistarla nuova, ma scegliendo aziende che lavorano in modo etico e sostenibile, rispettando l’ambiente e le persone.

I movimenti di protesta

Nel corso degli anni, in risposta al Black Friday sono nati movimenti di protesta come il Green Friday e il Buy Nothing Day. L’idea del Buy Nothing Day è quella di passare un giorno intero senza fare acquisti, dimostrando di non essere schiavi del consumismo, di non comprare niente che non ci serva davvero. Il Green Friday è invece un movimento creato in Francia qualche anno fa da una rete di imprese eco-solidali. Oggi, l’iniziativa si è diffusa in tutta Europa e anche in Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori a fare acquisti più consapevoli. I negozi e le aziende che aderiscono, si impegnano a non proporre sconti nella giornata del Black Friday, a donare il 10% del fatturato della giornata a un’associazione a scelta e a cercare di promuovere un consumo responsabile e attento al pianeta.

Manifestazione a Milano in occasione del Black Friday 2019

Aderire al Green Friday, al Buy Nothing Day o semplicemente fermarsi a pensare prima di acquistare qualcosa durante qualsiasi giorno dell’anno significa riflettere sulle nostre abitudini di consumo, prendendo consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni sul pianeta. Insomma, fare acquisti più ragionati, sviluppare una maggiore coscienza critica sui consumi e ridurre l’impatto ambientale delle nostre azioni, è possibile, oltre che semplice.
Invece di correre all’acquisto di un nuovo oggetto per il prezzo stracciato, è bene pensare a come riutilizzare ciò che già abbiamo, prediligere gli acquisti di seconda mano e, in caso di necessità, supportare aziende sostenibili.

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