La Haka: i segreti e la cultura della danza Maori

Ogni volta che la si vede si resta ipnotizzati. Tanta è la sua bellezza e il suo mistero ancestrale. Tanta è la cultura imprigionata in dei movimenti coordinati di un popolo lontano. E per geografia e per tradizioni. La Haka, la danza tipica dei Maori, l’etnia originaria della Nuova Zelanda prima dell’arrivo degli inglesi, è qualcosa che trova nel rugby la sua dimensione sportiva ma va oltre lo sport stesso. Un rito, un’apripista, un grido che incute timore nell’avversario. Come in soggezione di fronte a questa danza, si comincia a tremare. Gli All Blacks sono la Nazionale di Rugby più vincente e famosa della storia anche per la Haka, è inutile negarlo.

Ci sono, però, dei falsi miti da sfatare su questa stupenda danza. Innanzitutto non ne esiste solo un tipo. Ce ne sono diversi, come si può notare guardando diverse partite della Nuova Zelanda. La più famosa per il grande pubblico è la Ka Mate che, contrariamente a quanto si pensa, non è una danza di guerra, bensì una celebrazione della vita e della vittoria.

La versione più celebre e usata della Haka: la Ka Mate.

D’altronde, come afferma lo studioso ed esperto di cultura Maori, Alan Armstrong:

Più di ogni altro aspetto della cultura Māori, questa complessa danza è l’espressione della passione, del vigore e dell’identità della razza.

Anche se sopraffatti dalla bellezza e dall’intensità del gesto, anche se attratti in maniera irresistibile da qualcosa che sembra lontano e irraggiungibile, tutti si saranno chiesti cosa si nasconde dietro le parole della Haka. Di seguito il testo originale in lingua Maori e, accanto, la sua traduzione:

Leader:Ringa pakia!Batti le mani contro le cosce!
Uma tiraha!Sbuffa col petto.
Turi whatia!Piega le ginocchia!
Hope whai ake!Lascia che i fianchi li seguano!
Waewae takahia kia kino!Pesta i piedi più forte che puoi!
Leader:Ka mate, ka mateÈ la morte, È la morte!
Squadra:Ka ora Ka oraÈ la vita, è la vita!
Leader:Ka mate, ka mateÈ la morte, È la morte!
Squadra:Ka ora Ka oraÈ la vita, è la vita!
Tutti:Tēnei te tangata pūhuruhuruQuesto è l’uomo peloso
Nāna i tiki mai whakawhiti te rā…è colui che ha fatto splendere il sole su di me!
A Upane! Ka Upane!Ancora uno scalino, ancora uno scalino,
Upane Kaupaneun altro fino in alto,
Whiti te rā,!Il sole splende!
Hī!Alzati!

Già dalle parole si capisce che la Haka, in questa versione, non ha niente a che vedere con la sfida e la battaglia, ma è anzi un inno alla vita. Diverso il discorso per l’altra versione utilizzata dagli All Blacks, ossia la Kapa o Pango, una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti del nemico/avversario.

La Haka in versione Kapa o Pango della Nuova Zelanda nella recente partita contro l’Argentina. Gli All Blacks hanno dedicato la danza allo scomparso Diego Armando Maradona.

La partita dello scorso 28 novembre tra i “Pumas” argentini e la Nuova Zelanda ha dato a tutto il mondo l’ennesima dimostrazione di sportività dei tutti neri. Prima della loro Kapa o Pango, hanno infatti steso sul terreno di gioco una maglia con impresso il nome di Maradona e il suo tanto amato numero 10. Un tributo dovuto ma non scontato per un campione come Diego che andava oltre lo sport stesso. Così come il rispetto per l’avversario va oltre la vittoria o la sconfitta sportiva. Ci sarebbe solo da imparare dagli All Blacks. Concepire lo sport come un mezzo e non come un fine, come una cultura e non come un business. Per fortuna che ci sono loro. Per fortuna che c’è la Haka. Che ci riporta alla bellezza.

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